mercoledì 27 luglio 2011

Il verde ti sbatte!

L’ignoranza e la non curanza rende liberi, non avrei mai affermato una cosa simile, se non fosse per il fatto che ciò che mi accade intorno, purtroppo o per fortuna mi tocca e anche molto. Sono italiana, per molti versi fiera di esserlo, lavoro, studio, pago le tasse, ho degli amici, posso godermi un panorama e un paesaggio che anche molti altri italiani mi invidiano, sono pugliese, accendo la televisione, compro il giornale ogni volta che posso e leggo tanto, su queste ultime attività vorrei posare l’attenzione; rimango scioccata e allibita di fronte a ciò che accade in Italia, paese che profondamente amo, leggere, ascoltare e guardare la televisione mi crea una strana voglia di tornare indietro nel tempo, quando l’informazione si limitava a dire che la tua vicina di casa era scappata col macellaio, che il figlio della “comare” era stato visto in strani atteggiamenti con la ragazza che era promessa a qualcun altro, insomma cose che oggi fanno ridere e a cui spero non dia più peso nessuno.

Dopo questo lungo preambolo, anche se forse non mi compete, mi preme proprio fare una lezione di DIRITTO COSTITUZIONALE:

Art.5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

L’articolo 5 inserisce la garanzia di un’ampia libertà conferita alle diverse collettività territoriali nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante il riconoscimento di una posizione di autonomia in favore dei rispettivi enti. Il principio autonomistico diventa quindi principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale.

Si scelse la parola “autonomie”, una novità assoluta ben lontana dal “decentramento” ad esempio francese. Ci siamo mai chiesti cosa distingue il principio federalista da quello autonomistico?

Lo Stato federale per eccellenza è l’America. Gli Stati Uniti sono composti da diversi stati ognuno con la sua organizzazione, gli Stati federati cono uniti in materie fondamentali come l’economia, la finanzia, la politica estera, la sicurezza e la difesa.
L’articolo 5 della nostra costituzione sancisce invece che La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali.
Nel federalismo, abbiamo stati indipendenti con pieni poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e la possibilità di partecipare alla revisione costituzionale, che manifestano la volontà di federarsi; in Italia, la costituzionalizzazione del principio unitario e di indivisibilità parla di autonomie.
L’articolo 5 disegna un sistema di livelli di governo composti dagli enti locali capaci di dotarsi di un proprio indirizzo politico e amministrativo il più vicino possibile al cittadino con un autonomia anche finanziaria.
Solo dagli anni ’70 è stato avviato il processo per attuare il titolo V della costituzione con l’istituzione delle regioni ordinarie, fino ad arrivare alla sua riforma nel 2001, con l’introduzione del concetto di sussidiarietà .
Che cosa significa sussidiarietà?
Nello svolgere le funzioni pubbliche si preferirà l’ente più vicino ai cittadini e si lascerà che siano i privati a svolgere alcune funzioni al posto del pubblico facendo scegliere a questo come il privato erogherà le funzioni pubbliche.

Attorno al “federalismo” c’è un dibattito, attuare questo principio significa trovare una soluzione che tenga conto del concetto “unitario” della nostra repubblica, ciò significa che i cittadini di tutta la repubblica hanno diritto agli stessi servizi e allo stesso standard di prestazione di questi servizi su tutto il territorio nazionale. Il federalismo anche fiscale deve quindi prevedere meccanismi di ridistribuzione delle risorse dalle regioni economicamente ricche a quelle svantaggiate.

Era il lontano 2 Giugno 1946, gli italiano votarono per la Repubblica unita, è luglio 2011 e qualcuno, arbitrariamente, vuole cambiare, senza neanche porsi il problema di quanti sono d’accordo.
Riformiamo, va bene, ma non iniziamo dal trasferimento dei ministeri, signor ministro vada a Roma per lavorare, tanto la paghiamo abbastanza per prendere, non un treno, altrimenti arriva in ritardo, ma per prendere l’aereo.
Ah.. signor Europarlamentare leghista, la Repubblica federale, chi gliel’ha chiesta?

martedì 26 luglio 2011

GLI INSOSTITUIBILI!

Sono punti di vista, modi di osservare e soprattutto di affrontare la realtà.
È diverso dire una cosa da comunicarla; l’oggetto è lo stesso, dare un messaggio, se lo dici, non è sicuro che dall’altra parte il messaggio venga recepito, se invece lo comunichi, l’interlocutore potrà o meno essere d’accordo con te, ma il messaggio puoi star tranquillo, è arrivato al destinatario.
La comunicazione tra esseri della stessa specie, è scientificamente provato, è tra le cose più difficili da mettere in atto.
Fraintendimenti, cose dette a metà, bugie raccontate o raccontate male, creano spesso delle non comunicazioni che mettono a rischio i rapporti.
Si parte spesso dall’idea che nessuno è insostituibile, salvo rari casi di cattiveria, a mio avviso troppe volte gratuita.
Probabilmente non è chiara a molti l’idea del dare, del donare.
Dare un’informazione significa mettere al corrente, di qualcosa, qualcuno che non si troverà in difficoltà quando la situazione, di cui tu gli hai parlato, si presenterà; donare significa regalare e mi sono trovata tante volte di fronte a qualcuno che mi ha donato un insegnamento, che mi è servito, mi è servito perché poteva tornare utile in situazioni, talvolta diverse e perché mi ha regalato la possibilità di avere un briciolo di fiducia in più in quella persona.
Se posso dare qualcosa, forse non devo pormi il problema che con ciò che ho dato, qualcuno potrà sostituirmi, perché nel bene e nel male l’insegnamento servirà a lui o a lei per andare incontro ad una necessità sua o di qualcun altro e a me perché se tutto dovesse andar bene sarà anche perché io sono stata brava a donare un insegnamento, nessuno me ne toglierà i meriti.
Ho visto tante volte il film “Passa il favore”, e se tutti ne passassimo uno senza tentare di fare del male neanche per sbaglio? È difficile, molto difficile, non è però impossibile.
Se mi fai un favore e non mi fai del male, se tu dovessi aver bisogno di ricevere un dono o un’informazione, io potrei essere li con un sorriso, se tu dovessi continuare a farmi del male, io ci sarò lo stesso, però non potrai vedere il mio sorriso perché sarò di spalle!

lunedì 25 luglio 2011

E la musica?


Mi piace molto la musica, sottolineo la musica e non il rumore, per quanto l’idea di musica possa essere soggettiva, spero che ci sia una linea generale che la distingua dal resto..
Ieri ero davanti a uno degli spettacoli più belli che la natura ha voluto regalarci, il MARE, che, per quanto possa capirne poco di psicologia, a mio avviso, riesce sempre a svelare quello che è l’umore reale delle persone, davanti al mare non si può mentire, siamo così piccoli di fronte a lui.. che.. è impossibile fingere.
Torniamo alla musica, ho messo in mezzo il mare perché il rumore del mare mi ricorda molto la musica, se sono allegra è una ballata, se sono triste può essere la morte del Cavaradossi con la disperazione della tosca… ieri ero proprio a pochi metri dal mare e mi chiedevo perché la musica è diventata così parte della nostra vita, rimango affascinata da tante canzoni, di cui, magari, non capisco neanche i testi, perché sono in americano, portoghese, indiano, arabo, comunque c’è qualcosa che mi colpisce e che non riesce a farmi cambiare stazione se ho la radio accesa e che non mi fa cambiare traccia se sto ascoltando un cd, anche se la melodia mi è completamente sconosciuta, ci sono dei suoni che catturano la mia attenzione, non è necessario che sia tutta la melodia, può essere la batteria, il basso, la tromba che io personalmente preferisco, e può essere la voce che già da sola vale quanto qualsiasi altro strumento.
Quando il suono mi prende, riesce a regalarmi attimi di tranquillità o di agitazione, perché oltre ad arrivare alle orecchie riesce, anche se non spessissimo, a entrarmi nel cervello e li rimane per un tempo che non riesco a contare o tenere. Presi dalla quotidianità non ce ne accorgiamo neanche, siamo presi dai nostri ritmi che sono scanditi, non sappiano neanche noi da cosa, o meglio non lo abbiamo ancora scoperto, a me piace pensare che tutto sia musica e che questa musica sia scandita dal ritmo incessante delle onde che parte, per tutti, in maniera diversa, da un posto lontano per arrivare poi con il NOSTRO ritmo sulla spiaggia, la nostra spiaggia, la mia spiaggia.

venerdì 22 luglio 2011

Bisogna crederci sempre..











Il sogno, da piccola, era quello di svegliarsi con i poteri magici, di avere una bacchetta che, dopo aver recitato la dovuta filastrocca, potesse, far avverare il desiderio del momento per me e per la mia cuginetta dai boccoli biondi.
 Anni seminati qua e la , nella speranza che li, da un giorno all’altro, da un momento all’altro qualcuno arrivasse con il dono per me, un bracciale, uno specchio, un anello e un animale che mi facesse da guru, per poter utilizzare al meglio IL DONO. Tra un libro e l’altro, tra una canzone e un’aria d’opera, sono diventata più alta, probabilmente non più adulta, e la cuginetta ha steso i boccoli che non sono più tanto biondi, ma castani, l’attesa, però, non si è smorzata, lei continua laboriosa, forse nei miei pensieri non ci sono più bracciali o specchi magici, ma forte è la voglia di voler trovare l’oggetto magico ovunque.
Casualmente ci si trova, a volte, di fronte ad eventi che la mente umana non può controllare, ci si chiede perché sia avvenuto qualcosa piuttosto che qualcos’altro, è proprio in quei momenti alla sliding doors, mi rivedo con quella bacchetta finta, fatta con il cartone della carta assorbente e con la carta alluminio che regolarmente rubavo a mamma o alla zia, li da sola, con la mia fantasia che è rimasta la stessa di quando avevo sei anni, perché dirlo ad un altro adulto che la magia per te esiste significa essere matti, non essere cresciuti, essere immaturi e le spiegazioni da dare tra i vari sghignazzamenti sono sempre troppe.. poi un giorno alzi lo sguardo e forse a credere nella magia insieme a te, c’è qualcuno a farti compagnia.
A 27 anni non c’è più la magia fatta di draghi in soffitta, fate, streghe, trolls, folletti e gnomi, ma sicuramente c’è la magia che gli altri sanno trasmetterti, guardando solo un palmo dietro alla realtà, che ognuno guarda con il proprio filtro, ci si rende subito conto che la magia è negli occhi anche di chi non ci crede e a quel punto, eccolo, è proprio li dove non mi aspettavo di trovarlo, il DONO… basta aprire occhi e orecchie ed eccolo fiorire.. LA MAGIA È NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA, NELLE LABBRA DI CHI PARLA E NELLE ORECCHIE DI CHI ASCOLTA. Sarà per questo che per capire come stanno le cose bisogna tornare bambini, loro ascoltano, parlano, guardano e fanno le magie, non i giochi di prestigio, fanno apparire le cose, non le fanno sparire dentro ad una manica.