L’ignoranza e la non curanza rende liberi, non avrei mai affermato una cosa simile, se non fosse per il fatto che ciò che mi accade intorno, purtroppo o per fortuna mi tocca e anche molto. Sono italiana, per molti versi fiera di esserlo, lavoro, studio, pago le tasse, ho degli amici, posso godermi un panorama e un paesaggio che anche molti altri italiani mi invidiano, sono pugliese, accendo la televisione, compro il giornale ogni volta che posso e leggo tanto, su queste ultime attività vorrei posare l’attenzione; rimango scioccata e allibita di fronte a ciò che accade in Italia, paese che profondamente amo, leggere, ascoltare e guardare la televisione mi crea una strana voglia di tornare indietro nel tempo, quando l’informazione si limitava a dire che la tua vicina di casa era scappata col macellaio, che il figlio della “comare” era stato visto in strani atteggiamenti con la ragazza che era promessa a qualcun altro, insomma cose che oggi fanno ridere e a cui spero non dia più peso nessuno.
Dopo questo lungo preambolo, anche se forse non mi compete, mi preme proprio fare una lezione di DIRITTO COSTITUZIONALE:
Art.5 La Repubblica , una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
L’articolo 5 inserisce la garanzia di un’ampia libertà conferita alle diverse collettività territoriali nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante il riconoscimento di una posizione di autonomia in favore dei rispettivi enti. Il principio autonomistico diventa quindi principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale.
Si scelse la parola “autonomie”, una novità assoluta ben lontana dal “decentramento” ad esempio francese. Ci siamo mai chiesti cosa distingue il principio federalista da quello autonomistico?
Lo Stato federale per eccellenza è l’America. Gli Stati Uniti sono composti da diversi stati ognuno con la sua organizzazione, gli Stati federati cono uniti in materie fondamentali come l’economia, la finanzia, la politica estera, la sicurezza e la difesa.
L’articolo 5 della nostra costituzione sancisce invece che La Repubblica , una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali.
Nel federalismo, abbiamo stati indipendenti con pieni poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e la possibilità di partecipare alla revisione costituzionale, che manifestano la volontà di federarsi; in Italia, la costituzionalizzazione del principio unitario e di indivisibilità parla di autonomie.
L’articolo 5 disegna un sistema di livelli di governo composti dagli enti locali capaci di dotarsi di un proprio indirizzo politico e amministrativo il più vicino possibile al cittadino con un autonomia anche finanziaria.
Solo dagli anni ’70 è stato avviato il processo per attuare il titolo V della costituzione con l’istituzione delle regioni ordinarie, fino ad arrivare alla sua riforma nel 2001, con l’introduzione del concetto di sussidiarietà .
Che cosa significa sussidiarietà?
Nello svolgere le funzioni pubbliche si preferirà l’ente più vicino ai cittadini e si lascerà che siano i privati a svolgere alcune funzioni al posto del pubblico facendo scegliere a questo come il privato erogherà le funzioni pubbliche.
Attorno al “federalismo” c’è un dibattito, attuare questo principio significa trovare una soluzione che tenga conto del concetto “unitario” della nostra repubblica, ciò significa che i cittadini di tutta la repubblica hanno diritto agli stessi servizi e allo stesso standard di prestazione di questi servizi su tutto il territorio nazionale. Il federalismo anche fiscale deve quindi prevedere meccanismi di ridistribuzione delle risorse dalle regioni economicamente ricche a quelle svantaggiate.
Era il lontano 2 Giugno 1946, gli italiano votarono per la Repubblica unita, è luglio 2011 e qualcuno, arbitrariamente, vuole cambiare, senza neanche porsi il problema di quanti sono d’accordo.
Riformiamo, va bene, ma non iniziamo dal trasferimento dei ministeri, signor ministro vada a Roma per lavorare, tanto la paghiamo abbastanza per prendere, non un treno, altrimenti arriva in ritardo, ma per prendere l’aereo.
Ah.. signor Europarlamentare leghista, la Repubblica federale, chi gliel’ha chiesta?
