sabato 31 dicembre 2011

CI SIAMO...

E' il 31 dicembre 2011, è stato un anno, non dico difficile, perchè ognuno vive delle difficoltà diverse nel corso della vita, ma molto intenso, per me anche a livello personale.
Se provo a pensare al mondo intero, è stato uno degli anni che ha davvero cambiato il corso della storia, Obama ha annunciato al mondo l'uccisione di BinLaden, la Apple ha detto addio all'ingegnere dei sogni, la centrale nucleare di Fukushima ha causato un danno per l'umanità intera irreparabile, il ritiro delle truppe americane dall'Afghanistan, la crisi dell'euro arrivata nelle case di tutti, un governo nuovo per l'italia e potrei continuare ancora... per questo nuovo anno auguro a me e a tutti voi non la semplice serenità, ma un cambiamento di rotta che ci porti verso un cammino nuovo, fatto di scelte, di decisioni importanti e di vita vera.
Il cammino che ci attende molto probabilmente sarà in salita, ma spero che dall'alto (perchè tutti arriveremo in cima) ci sia un paesaggio decisamente magnifico che regali a tutti noi un sorriso e finalmente ci permetta di respirare l'aria pura che ci meritiamo!
UN SINCERO AUGURIO A TUTTI DI UN ANNO GRANDIOSO!!!!!

sabato 10 dicembre 2011

PER MARINA...

Oggi è il 10 dicembre 2011 e pensavo che non lo avrei mai fatto, mi dicevo che.. io non sono una di quelle che va in televisione e dice:- CIAO MAMMA!!- e invece, mi ritrovo su un blog per fare praticamente la stessa cosa.. ma devo dire che ne vale la pena!
Raramente si è fortunati nella vita e si incontrano persone così, persone a cui vuoi bene senza avere un vero motivo, persone che ti piacciono e con cui trascorri il tempo senza avere pensieri e anche avendoli, ma fortunatamente, potendoli condividere con lei!
E' la seconda volta che la nomino nel blog.. la prima volta ho detto che da piccola aveva i boccoli che ora si sono stesi, adesso ha i capelli lunghi, castani, e compie gli anni, non mi chiedete quanti, di una donna non si dice... vabbè se insistete.. 25! ops... scusa Marina, ma tanto il nome non lo avevo detto!
Comunque dicevo, ci sono persone che ti capitano e che non ti fanno rimpiangere di aver avuto solo un fratello maschio, tanto alla fine a supplire alla mancanza della sorella c'è stata sempre lei..
Ehi Cre'... alla fine di tutta questa cosa voglio farti gli auguri per un futuro meraviglioso, molto, ma molto, ma davvero lungo e facendo un grosso strappo alla regola, ti dico anche che ti voglio bene!
Buon compleanno amica!!

giovedì 1 dicembre 2011

Senso di colpa...

Ci sono periodi in cui ci si sveglia allegri, pieni di vita e per lunghi periodi quasi non si pensa agli altri, magari, questi altri sono persone che per tanto tempo hanno fatto parte della nostra vita e il solo pensare a loro ci fa venire un grosso sorriso…i giorni passano, le settimane, i mesi, gli anni passano, non ci siamo dimenticati di quelle persone, ma i nostri mille pensieri quotidiani ci convincono del fatto che non abbiamo il tempo per ricordarci di loro, di prendere un telefono in mano per un “come stai? Come va? Non ci sentiamo da tanto, che fai oggi? Ti va un caffè?” basterebbe poco per riprendersi tutto ciò che ci si è persi dell’altra persona, a volte i sensi di colpa arrivano alla nostra mente senza neanche accorgerci di quello che stiamo facendo…
Proprio oggi, dopo aver ricevuto una terribile notizia, mi sono messa a pensare:- se qualcuno in più avesse pensato a lui, forse tutto questo non sarebbe successo- poi però, mi sono resa conto che non è così, i mille pensieri quotidiani ce li ho io, ce li hai tu, ce li aveva lui e ce li hanno tutti!
Potrebbe sembrare solo cinismo il mio, ma vi assicuro che non è così, ho provato un sincero dispiacere che ancora adesso ho addosso, io potrei non chiamare per un caffè, ma avrebbe potuto farlo lui, non è accaduto, quella telefonata non c’è stata!
Probabilmente dovrebbe solo rimanere un sincero dispiacere e un grande silenzio per rispettare il dolore di tutti e ciò che oggi è accaduto.
La vita di un giovane si è tristemente spezzata, non si può tornare indietro purtroppo, si può solo sperare e, per chi ce l’ha, si può avere fede, tanta fede!
I sensi di colpa non esistono per un “mancato caffè”, le strade degli esseri umani spesso si dividono, a volte si rincontrano per poi, magari, dividersi ancora e la colpa non è di nessuno e la vita che ci fa fare delle scelte e non esistono quelle giuste o quelle sbagliate, le scelte sono scelte e sono loro che ci hanno portato dove siamo adesso.

giovedì 17 novembre 2011

.....PENSIAMOCI!!

Sapete cosa proprio non sopporto? Cosa mi fa arrabbiare così tanto da non riuscire a gestire neanche le parole che, da sole, mi salgono alla bocca? Le persone che vogliono a tutti costi distruggere il lavoro degli altri, che vanno avanti con i paraocchi o con le fette di prosciutto sugli occhi e in realtà loro sono completamente vuoti, non sono proprio in grado di fare critiche costruttive, riescono solo a emettere (a volte anche male) frasi volte a distruggere un progetto su cui qualcuno ha lavorato. Non mi sembra giusto, anzi, non è giusto!
Aprire la bocca solo per prendere aria o solo per darle fiato è solo uno spreco di energia e si tempo.
 Se si incanalassero queste energie e questa spremitura di meningi verso un progetto positivo, forse ne guadagneremmo tutti!
 Se il mio operato o l’operato degli altri a tuo avviso non va bene non urlarmi solo che non ti piace o che non va bene, ma stila un progetto che  secondo te è migliore e io sarò felice di valutarlo insieme a te, ne vaglieremo i pro e i contro e “vincerà” il migliore, non quello che ha o fa la voce più grossa!
So perfettamente che è difficile da realizzare, ma se tutti utilizzassimo un po’ di umiltà, se tutti ci fermassimo ad ascoltare ciò che gli altri hanno da dire, se non volessimo fare a tutti i costi tutti “le prime donne”, molto probabilmente non verseremmo nelle condizioni in cui ci vediamo ora costretti a lottare!!
Adesso l’UNIONE deve fare la FORZA e la legge del più forte deve scomparire!
Buona giornata!!!

mercoledì 2 novembre 2011

La mia generazione!!

Oggi, il mio scopo é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati negli anni '80 (anno più,     anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai genitori valere oggi 10 o 20 volte tanto, e che pagheranno la propria,se tutto dovesse andare bene fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, non abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, non abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica molto probabilmente comincia coi Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai quelli che sono venuti dopo di noi.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice o ricorda.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu, rigorosamente acetata, con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 12 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i primi a lottare col 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills sicuramente ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione!!
 Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate d ei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi e le sue cicale, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
 Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e Co.Co.Pro, quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Tutti, ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto o visto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, le torri gemelle e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; quelli della nostra generazione l'hanno
fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, Libia ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro e credevamo che
internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam Di Solletico e del Drive-in.
Siamo stati gli ultimi a usare le cabine telefoniche e i gettoni del telefono che valevano £200.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Mangiavamo le Big Bubble, al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del
Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, di Sailor Moon, SuperCar, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Yattaman, I predatori del tempo,  Lamù, Creamy, Kiss Me
Licia, l’uomo tigre, ken il guerriero, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82,  ma quella del 2006!
L'ultima generazione degli spinelli...
Se guardo indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi, al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, 250 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!

sabato 1 ottobre 2011

...Riflessioni..

Ci sono dei periodi in cui non si pensa per niente, periodi in cui il tempo trascorre così velocemente che non si fa in tempo a battere le ciglia che già tutto è passato, in un lampo... ci sono periodi, invece, in cui tutto sembra congelato, come se il tempo fosse fermo solo per noi, perchè il resto del mondo va avanti senza curarsi di nulla.. è in quei momenti che mi prende un po' di malinconia (a volte fa bene) e mi metto a pensare a tutto quello che mi è sempre stato intorno e mi accorgo di come le cose mi siano sfuggite di mano, le persone, gli amici che magari da tempo non vedo o sento, amici a cui ero abituata a raccontare di me, del mio quotidiano sembrano come scomparsi, mi chiedo il perchè delle cose senza riuscire a trovare una spiegazione, vorrei essere dappertutto per non perdermi le vite delle persone a cui tengo, vorrei che fossero dappertutto perchè possano non perdersi nulla di me, di quello che faccio o decido.
Basta poco, però per rendermi conto che tutto questo non è possibile, non lo è per me, come non lo è per gli altri, non riesco e non posso controllare tutto..
Un'amica aspetta un bambino, bello, sono felice per lei, ma non l'ho sentito dalla sua voce, il paese è piccolo e queste cose si sanno.. mi sarei aspettata almeno una telefonata, ma purtroppo non c'è stata, non gliene faccio una colpa, siamo mentalmente un po' lontane, lei presa dalla famiglia, dal lavoro e molto probabilmente dall'euforia di diventare mamma e io dai mille impegni di single.. lavoro, università, la mia famiglia esigente, un aperitivo al bar, il ragazzo che forse mi piace o forse no... probabilmente mentre io scrivo e parlo altre cose stanno cambiando, la conclusione di tutto è che non tutto si può controllare e che non è colpa di nessuno, i giorni seguono le notti e le notti i giorni e le cose cambiano intorno a noi, come se noi non contassimo nulla, in realtà non è così, ognuno di noi potrebbe dire la stessa cosa degli altri.
le giornate sono di 24 ore, troppo poche per gestire le nostre vite e i contatti con tutti quelli che attraversano la nostra strada, l'affetto non cambia e quando ci rivedremo dopo dieci secondi di silenzio iniziale tutto sarà come prima, come se non ci fossimo mai lasciati e come se per un periodo non avessimo passeggiato su strade diverse.
Allora, alla mia amica un grosso in bocca al lupo e tutti gli altri un IO CI SONO ANCHE SE SPESSO A RATE!

mercoledì 14 settembre 2011

La fine è in realtà solo un nuovo inizio!

Ogni  volta che un amore finisce viene spontanea una smorfia di tristezza, anche quando non si è i diretti interessati.. un po’ dispiace sempre, come se la delusione degli altri riguardasse anche noi in qualche modo..

 È vero, i sentimenti cambiano, ma io continuo ad illudermi, forse da inguaribile romantica, che l’amore vero debba resistere a tutto e a tutti… come fanno i sentimenti a cambiare? Cosa succede?

Ad oggi, so soltanto che una mattina ti svegli e ti rendi conto che la persona che hai pensato di amare disperatamente, fino a non avere più le forze, fino a non mangiare, fino a decidere di cambiare Stato pur di non pensarci più… puff.. per pura magia è scomparsa dai tuoi pensieri, dalla tua quotidianità, dai tuoi progetti per il futuro.. lei/lui non fanno più parte di te e devi ripartire strappando il progetto che avevi messo nella pagina delle cose sicure.

Secondo me quella pagina ce l’abbiamo tutti, è la pagina in cui si mettono le cose certe, quelle cose che fanno parte della tua vita e non hai intenzione di togliere, una sorta di tatuaggio virtuale. Poi, però, può arrivare (non è detto) il momento fatidico in cui ci si accorge che l’inchiostro che abbiamo usato per fare il progetto non era di una gran qualità, quindi comincia a sbiadirsi fino quasi a non leggersi più e sono inutili gli sforzi che si possono fare per cercare di ricordare dove avevamo messo i pilastri..

Penso che sia brutto in ogni caso quando una storia finisce, sia che di debba lasciare, sia che si venga lasciati, in fondo potrebbe essere un fallimento lo stesso, qualcosa, in cui si credeva e poi è finito, in realtà ho un’idea un po’ diversa..

Partendo dal presupposto che ogni persona che passa per la nostra strada ci lascia qualcosa, figuriamoci cosa ha fatto una persona che per diverso tempo ci è stata accanto, condividendo gioie, dolori, fantasie e progetti futuri… quindi una storia che finisce non è un fallimento per nessuno, ma solo un accorgersi che la strada non era giusta; se si viene lasciati meglio pensare che non si è perso del tempo, ma che abbiamo imparato a condividere un sentimento che prima o poi ritornerà con una forza maggiore, forse cambierà il destinatario; se invece si deve lasciare, forza lo stesso, state lasciando all’altra persona il tempo utile per trovare la persona che l’accompagnerà in una maniera anche migliore della vostra!

sabato 3 settembre 2011

ROBA DA UMANI

L'essere umano è davvero l'animale più strano che esista, se mi soffermo a guardare gli altri animali, vedo dei comportamenti bizzarri, ma ma mai come gli umani, io compresa naturalmente!
Mi rendo conto che siamo portati a pensare, a volte senza accorgercene, che il mondo ruoti intorno a noi! Solo io ho un problema, solo io sto male, solo io...solo io, poi ci svegliamo dalla sorta di trans in cui siamo caduti a causa del nostro innato egocentrismo e ci rendiamo conto che in fin dei conti, noi non stiamo così male e che forse dovremmo fare il possibile per accorgeci degli altri e dello stato di bisogno in cui tutti versiamo per uno motivo o per l'altro!
So che oggi sono un po' difficile da leggere e da capire, la colpa è del libro di sociologia, forse mi ci sono immedesimata troppo.
Torniamo al nostro problema, l'osservazione dei nostri guai e dei nostri presunti guai o problemi, i quali, naturalmente ci portano a soffrire, ecco, il problema umano è la sofferenza, una specie di "stato leopardiano" da cui l'essere umano tenderebbe ad uscire, se non fosse così legato al fatto che smettere di soffrire significherebbe perdere quasi un primato, una gara a chi sta peggio.
Conosco persone alle quali se si prova a raccontare un problema, una difficoltà, un cruccio.. bene, loro ne hanno uno, anche se di poco, con una risoluzione più difficile rispetto a quella naturale e semplice che dovrai trovare tu.
Io sono convinta che dovremmo sorridere di più e dare meno peso a tante cose stando attenti solo a non calpestare la nostra dignità e i sentimenti altrui e già questo sarebbe un gran traguardo, per quanto riguarda il resto, la vita senza problemi non sarebbee nulla e non ci insegnerebbe nulla, insomma non avrebbe particolare senso trascorrere 80/90 anni su questo pianeta se non ci fosse nulla da fare. No?
Sorridiamo, così il viso fa ginnastica e ci vengono meno rughe, perchè anche sorridere è una sfida, si, alla forza di gravità!

lunedì 29 agosto 2011

CIAO ESTATE!!


Devo dire che è stata davvero dura!
Questa mattina mettersi in macchina alle 8 per arrivare in ufficio dopo aver sbrigato un po’ di commissioni.
L’estate mi mette quando sta arrivando una grossa carica di energia che poi, quasi si fosse preda di della magia oscura, scompare quando il lavoro chiama e i libri del prossimo esame sono sulla scrivania in attesa di essere sfogliati.
Siamo tutti presi sin dall’inizio di giugno da una strana frenesia, arriva l’estate, gli amici che, nel migliore dei casi, non vedi dal Natale precedente, le colazioni al bar programmate per le 9, ma tanto lo sappiamo tutti che non arriveremo prima delle 11, quindi tutti i ritardi mattutini sono perdonati e poi, la spiaggia con i suoi miliardi di granellini che vorresti togliere da tutto il corpo, ma è inutile, meglio arrenderti, tanto cominceresti a sudare e se ne attaccherebbero ancora di più, meglio se andiamo a farci un tuffo, come pretendi essere linda e pulita, sei al mare!!?
Se c’è una cosa che non ti abbandona mai in estate, a maggior ragione se sei in ferie, sono gli occhi gonfi e assonnati che non spariranno prima del rientro in ufficio, quindi sono garantiti 15 giorni di occhiaie!
Adesso insieme alla prima brezzolina serale, che forse è meglio portarsela una giacchetta che non si sa mai, arriva anche un po’ di malinconia, gli amici partono, di mare ancora poche domeniche, finiti anche i concerti all’aperto e allora ciao estate e soprattutto ciao cornetto e cappuccino alle 11! J

domenica 28 agosto 2011

PROFUMO DI CAMBIAMENTO..

Il "marino", è un vento, soffia nel periodo in cui si passa dalla primavera all'estate, è diventato famoso con la pubblicità del prosciutto, ma vi assicuro che la sua provenienza è reale.
E' un vento che viene dal mare e porta il suo odore; chi come me è cresciuto col mare nel cuore, lo riconosce, ne sente l'odore e la forza.
il "marino" annuncia il cambiamento, arriva a maggio con il primo caldo sole; prima di quel periodo si dice che il sole sia malato, non so se esiste una motivazione reale per dirlo, non so se da giugno, per magia, il sole guarisca, ma sicuramente arriva il periodo in cui il nostro vento ci porta il cambiamento, alla primavera all'estate, dal buio alla luce, quasi a volerci ricordare di riflettere e se fosse il caso, di cambiare ciò che accade dentro, fuori e intorno a noi.
non mi sono mai accorta di quanto questa cosa fosse forte e soprattutto importante, di quanto potesse, in realtà condizionare le scelte, fino ad oggi.
Ci sono tanti motivi per cambiare, ma non noi stessi o la nostra personalità, sarebbe inutile. Ciò che siamo è il frutto del nostro trascorso, del nostro passato, delle scelte fatte e persone che hanno attraversato il nostro cammino; ma per cambiare il modo di affrontare tutto, dalla colazione al mattino, al lavoro, all'approccio alla vita stessa.
Arrivano quei momenti in cui uno si chiede se ciò che sta facendo è giusto e nella maggior parte dei casi servirebbe uno scossone e magari qualche lacrima, per arrivare a comprendere che è il momento giusto per maturare la via del cambiamento.
Non potremo mai tornare indietro, anche se un pezzo del nostro cammino sarà stato sbagliato, ritrovare il me stessa del passato sarà impossibile perchè in quel pezzo di strada saranno maturate delle consapevolezze che non potrò cancellare, ma solo, utilizzare.
Volenti o nolenti si cambia per fattori interni o esterni e quando per nostra volontà torneremo indietro per cambiare strasa, non significherà aver accumulato una sconfitta, ma riprendere da dove avevamo lasciato con un'esperienza in più e una consapevolezza nuova.
qualcuno ha detto che:- la vita è l'intervallo di tempo che passa tra la nascita e la morte - allora, noi, nella speranza che il secondo momento sia il più lontano possibile, godiamoci il nostro percorso e se ogni tanto dovessimo camminare a piedi, meglio, almeno avremo un moivo in più per comprare un nuovo paio di scarpe.
Cambiamo, perchè cambiare non è fallire!

mercoledì 3 agosto 2011

Il volantinatore! Grazie!

Tutti, la mattina, salvo rari casi (a mio avviso extraterrestri) si è un po’ irascibili,se poi ci aspetta una giornata di duro lavoro è anche peggio… poi, inaspettatamente, accadono delle cose che ti fanno tornare il sorriso e questa mattina e stata proprio una mattinata di quelle.
Sveglia, colazione, doccia e… muso immancabile, non ho detto una parola… sono uscita da casa, sono salita in macchina, ho acceso lo stereo, era rimasto dentro un cd ieri, era un vecchio cd degli Eagles, ha ricominciato a suonare non appena ho inserito la chiave nella fessura, ho salutato il cane della vicina (rimane triste e piange se non lo faccio tutte le mattine), poi ho alzato lo  sguardo e ho incontrato qualcosa che mi ha cambiato la giornata, si, un SORRISO, gratis, per ottenerlo non ho dovuto fare nulla, solo alzare lo sguardo.
Ho visto solo 2 gran begli occhi azzurri e un sorriso che mi ha cambiato la giornata.
Mi sono ricordata di quando ero piccola e combinavo qualcosa, la mamma urlava e io furba, che ormai conoscevo la mia cacciatrice, sorridevo con i cocci di quello che avevo rotto nelle manine.. il danno c’era, ma il mio sorriso aveva smorzato la rabbia della mamma e la mia paura di essere sgridata.
Stamattina a darmi un ottimo buongiorno è stato un volantinatore sconosciuto. Non so il suo nome, non so di che nazionalità sia, ma stando in silenzio, mi ha fatto un gran regalo.
Grazie!!

mercoledì 27 luglio 2011

Il verde ti sbatte!

L’ignoranza e la non curanza rende liberi, non avrei mai affermato una cosa simile, se non fosse per il fatto che ciò che mi accade intorno, purtroppo o per fortuna mi tocca e anche molto. Sono italiana, per molti versi fiera di esserlo, lavoro, studio, pago le tasse, ho degli amici, posso godermi un panorama e un paesaggio che anche molti altri italiani mi invidiano, sono pugliese, accendo la televisione, compro il giornale ogni volta che posso e leggo tanto, su queste ultime attività vorrei posare l’attenzione; rimango scioccata e allibita di fronte a ciò che accade in Italia, paese che profondamente amo, leggere, ascoltare e guardare la televisione mi crea una strana voglia di tornare indietro nel tempo, quando l’informazione si limitava a dire che la tua vicina di casa era scappata col macellaio, che il figlio della “comare” era stato visto in strani atteggiamenti con la ragazza che era promessa a qualcun altro, insomma cose che oggi fanno ridere e a cui spero non dia più peso nessuno.

Dopo questo lungo preambolo, anche se forse non mi compete, mi preme proprio fare una lezione di DIRITTO COSTITUZIONALE:

Art.5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

L’articolo 5 inserisce la garanzia di un’ampia libertà conferita alle diverse collettività territoriali nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante il riconoscimento di una posizione di autonomia in favore dei rispettivi enti. Il principio autonomistico diventa quindi principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale.

Si scelse la parola “autonomie”, una novità assoluta ben lontana dal “decentramento” ad esempio francese. Ci siamo mai chiesti cosa distingue il principio federalista da quello autonomistico?

Lo Stato federale per eccellenza è l’America. Gli Stati Uniti sono composti da diversi stati ognuno con la sua organizzazione, gli Stati federati cono uniti in materie fondamentali come l’economia, la finanzia, la politica estera, la sicurezza e la difesa.
L’articolo 5 della nostra costituzione sancisce invece che La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali.
Nel federalismo, abbiamo stati indipendenti con pieni poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e la possibilità di partecipare alla revisione costituzionale, che manifestano la volontà di federarsi; in Italia, la costituzionalizzazione del principio unitario e di indivisibilità parla di autonomie.
L’articolo 5 disegna un sistema di livelli di governo composti dagli enti locali capaci di dotarsi di un proprio indirizzo politico e amministrativo il più vicino possibile al cittadino con un autonomia anche finanziaria.
Solo dagli anni ’70 è stato avviato il processo per attuare il titolo V della costituzione con l’istituzione delle regioni ordinarie, fino ad arrivare alla sua riforma nel 2001, con l’introduzione del concetto di sussidiarietà .
Che cosa significa sussidiarietà?
Nello svolgere le funzioni pubbliche si preferirà l’ente più vicino ai cittadini e si lascerà che siano i privati a svolgere alcune funzioni al posto del pubblico facendo scegliere a questo come il privato erogherà le funzioni pubbliche.

Attorno al “federalismo” c’è un dibattito, attuare questo principio significa trovare una soluzione che tenga conto del concetto “unitario” della nostra repubblica, ciò significa che i cittadini di tutta la repubblica hanno diritto agli stessi servizi e allo stesso standard di prestazione di questi servizi su tutto il territorio nazionale. Il federalismo anche fiscale deve quindi prevedere meccanismi di ridistribuzione delle risorse dalle regioni economicamente ricche a quelle svantaggiate.

Era il lontano 2 Giugno 1946, gli italiano votarono per la Repubblica unita, è luglio 2011 e qualcuno, arbitrariamente, vuole cambiare, senza neanche porsi il problema di quanti sono d’accordo.
Riformiamo, va bene, ma non iniziamo dal trasferimento dei ministeri, signor ministro vada a Roma per lavorare, tanto la paghiamo abbastanza per prendere, non un treno, altrimenti arriva in ritardo, ma per prendere l’aereo.
Ah.. signor Europarlamentare leghista, la Repubblica federale, chi gliel’ha chiesta?

martedì 26 luglio 2011

GLI INSOSTITUIBILI!

Sono punti di vista, modi di osservare e soprattutto di affrontare la realtà.
È diverso dire una cosa da comunicarla; l’oggetto è lo stesso, dare un messaggio, se lo dici, non è sicuro che dall’altra parte il messaggio venga recepito, se invece lo comunichi, l’interlocutore potrà o meno essere d’accordo con te, ma il messaggio puoi star tranquillo, è arrivato al destinatario.
La comunicazione tra esseri della stessa specie, è scientificamente provato, è tra le cose più difficili da mettere in atto.
Fraintendimenti, cose dette a metà, bugie raccontate o raccontate male, creano spesso delle non comunicazioni che mettono a rischio i rapporti.
Si parte spesso dall’idea che nessuno è insostituibile, salvo rari casi di cattiveria, a mio avviso troppe volte gratuita.
Probabilmente non è chiara a molti l’idea del dare, del donare.
Dare un’informazione significa mettere al corrente, di qualcosa, qualcuno che non si troverà in difficoltà quando la situazione, di cui tu gli hai parlato, si presenterà; donare significa regalare e mi sono trovata tante volte di fronte a qualcuno che mi ha donato un insegnamento, che mi è servito, mi è servito perché poteva tornare utile in situazioni, talvolta diverse e perché mi ha regalato la possibilità di avere un briciolo di fiducia in più in quella persona.
Se posso dare qualcosa, forse non devo pormi il problema che con ciò che ho dato, qualcuno potrà sostituirmi, perché nel bene e nel male l’insegnamento servirà a lui o a lei per andare incontro ad una necessità sua o di qualcun altro e a me perché se tutto dovesse andar bene sarà anche perché io sono stata brava a donare un insegnamento, nessuno me ne toglierà i meriti.
Ho visto tante volte il film “Passa il favore”, e se tutti ne passassimo uno senza tentare di fare del male neanche per sbaglio? È difficile, molto difficile, non è però impossibile.
Se mi fai un favore e non mi fai del male, se tu dovessi aver bisogno di ricevere un dono o un’informazione, io potrei essere li con un sorriso, se tu dovessi continuare a farmi del male, io ci sarò lo stesso, però non potrai vedere il mio sorriso perché sarò di spalle!

lunedì 25 luglio 2011

E la musica?


Mi piace molto la musica, sottolineo la musica e non il rumore, per quanto l’idea di musica possa essere soggettiva, spero che ci sia una linea generale che la distingua dal resto..
Ieri ero davanti a uno degli spettacoli più belli che la natura ha voluto regalarci, il MARE, che, per quanto possa capirne poco di psicologia, a mio avviso, riesce sempre a svelare quello che è l’umore reale delle persone, davanti al mare non si può mentire, siamo così piccoli di fronte a lui.. che.. è impossibile fingere.
Torniamo alla musica, ho messo in mezzo il mare perché il rumore del mare mi ricorda molto la musica, se sono allegra è una ballata, se sono triste può essere la morte del Cavaradossi con la disperazione della tosca… ieri ero proprio a pochi metri dal mare e mi chiedevo perché la musica è diventata così parte della nostra vita, rimango affascinata da tante canzoni, di cui, magari, non capisco neanche i testi, perché sono in americano, portoghese, indiano, arabo, comunque c’è qualcosa che mi colpisce e che non riesce a farmi cambiare stazione se ho la radio accesa e che non mi fa cambiare traccia se sto ascoltando un cd, anche se la melodia mi è completamente sconosciuta, ci sono dei suoni che catturano la mia attenzione, non è necessario che sia tutta la melodia, può essere la batteria, il basso, la tromba che io personalmente preferisco, e può essere la voce che già da sola vale quanto qualsiasi altro strumento.
Quando il suono mi prende, riesce a regalarmi attimi di tranquillità o di agitazione, perché oltre ad arrivare alle orecchie riesce, anche se non spessissimo, a entrarmi nel cervello e li rimane per un tempo che non riesco a contare o tenere. Presi dalla quotidianità non ce ne accorgiamo neanche, siamo presi dai nostri ritmi che sono scanditi, non sappiano neanche noi da cosa, o meglio non lo abbiamo ancora scoperto, a me piace pensare che tutto sia musica e che questa musica sia scandita dal ritmo incessante delle onde che parte, per tutti, in maniera diversa, da un posto lontano per arrivare poi con il NOSTRO ritmo sulla spiaggia, la nostra spiaggia, la mia spiaggia.

venerdì 22 luglio 2011

Bisogna crederci sempre..











Il sogno, da piccola, era quello di svegliarsi con i poteri magici, di avere una bacchetta che, dopo aver recitato la dovuta filastrocca, potesse, far avverare il desiderio del momento per me e per la mia cuginetta dai boccoli biondi.
 Anni seminati qua e la , nella speranza che li, da un giorno all’altro, da un momento all’altro qualcuno arrivasse con il dono per me, un bracciale, uno specchio, un anello e un animale che mi facesse da guru, per poter utilizzare al meglio IL DONO. Tra un libro e l’altro, tra una canzone e un’aria d’opera, sono diventata più alta, probabilmente non più adulta, e la cuginetta ha steso i boccoli che non sono più tanto biondi, ma castani, l’attesa, però, non si è smorzata, lei continua laboriosa, forse nei miei pensieri non ci sono più bracciali o specchi magici, ma forte è la voglia di voler trovare l’oggetto magico ovunque.
Casualmente ci si trova, a volte, di fronte ad eventi che la mente umana non può controllare, ci si chiede perché sia avvenuto qualcosa piuttosto che qualcos’altro, è proprio in quei momenti alla sliding doors, mi rivedo con quella bacchetta finta, fatta con il cartone della carta assorbente e con la carta alluminio che regolarmente rubavo a mamma o alla zia, li da sola, con la mia fantasia che è rimasta la stessa di quando avevo sei anni, perché dirlo ad un altro adulto che la magia per te esiste significa essere matti, non essere cresciuti, essere immaturi e le spiegazioni da dare tra i vari sghignazzamenti sono sempre troppe.. poi un giorno alzi lo sguardo e forse a credere nella magia insieme a te, c’è qualcuno a farti compagnia.
A 27 anni non c’è più la magia fatta di draghi in soffitta, fate, streghe, trolls, folletti e gnomi, ma sicuramente c’è la magia che gli altri sanno trasmetterti, guardando solo un palmo dietro alla realtà, che ognuno guarda con il proprio filtro, ci si rende subito conto che la magia è negli occhi anche di chi non ci crede e a quel punto, eccolo, è proprio li dove non mi aspettavo di trovarlo, il DONO… basta aprire occhi e orecchie ed eccolo fiorire.. LA MAGIA È NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA, NELLE LABBRA DI CHI PARLA E NELLE ORECCHIE DI CHI ASCOLTA. Sarà per questo che per capire come stanno le cose bisogna tornare bambini, loro ascoltano, parlano, guardano e fanno le magie, non i giochi di prestigio, fanno apparire le cose, non le fanno sparire dentro ad una manica.